Appuntamento nel Salotto di Strade di Siena con Gino Cervi

Silvia Livoni

L’appuntamento nel Salotto di Siena è un incontro atteso, soprattutto da noi che non vediamo l’ora di ritrovare i nostri amici, coloro che sappiamo spesso in Toscana, amanti del buon cibo, del buon vino e degli itinerari senesi. Coloro che con ritmo lento e conoscenza riescono ad integrarsi nel territorio ospite.

Gino per noi è un amico che torna spesso a trovarci, che sia per L’Eroica, per il Giro d’Italia, per qualche presentazione di un suo libro o semplicemente per pedalare. I suoi libri vanno letti e custoditi, imparando nuovi alfabeti, ed un linguaggio che abilmente celebra il ciclismo e racconta il cicloturismo.

SdS: TI ricordi la tua prima bicicletta?
Gino Cervi: Una bici da cross, con la sella lunga che sembra una moto. Ma ho amato di più la seconda, un Trarovi azzurra, col cambio, regalata dalla nonna, che chiedeva al ciclista a cosa servisse il cambio. Quello rispose, stupidamente, “Per andare più forte” e ci mancò poco che non me la volesse comprare più.

SdS: Che tipo di ciclista sei?
Gino Cervi: Tranquillo. Mi piace pedalare piano e per tanto tempo. Non mi piace pedalare per pedalare. Meglio se c’è un motivo o un traguardo: un trasferimento, una visita, un viaggio… Da quando sono meno allenato le salite mi disturbano un po’, ma c’è stato un periodo in cui arrivare in cima, anche piano e col mio passo, diventava una soddisfazione con pochi eguali nella vita.

SdS: Andare in bicicletta per te è?
Gino Cervi: Divertimento, indipendenza, acceleratore di idee, libertà.

SdS: Solitamente pedali solo, in coppia o con amici?
Gino Cervi: Come capita. Mi piace molto andare da solo. Ma anche in compagnia va bene. Dipende dalla compagnia.

SdS: Che percorsi hai pedalato nella provincia senese e che percorso vorresti affrontare?
Gino Cervi: Conosco bene il tracciato dell’Eroica, sia quello di Gaiole sia quello di Montalcino-Buonconvento. Qualche anno fa ho fatto una vacanza con bici tra l’Amiata e la val di Merse e ne ho un ricordo molto bello.

SdS: Hai una routine quando esci in bici?
Gino Cervi: No, sono abbastanza anarchico e poco tecnico.

SdS: Cibi e vini abbinati alla bicicletta?
Gino Cervi: Diciamo che è uno dei “traguardi”: mi piace pensare che la bici predisponga molto bene a tutte le cose belle e buone del mondo. Quindi anche al buon cibo e al buon vino. Essendo per anni le strade dell’Oltrepò Pavese il mio playground ciclistico, ho imparato che cantine e salumieri sono ottimi incentivi all’attività a pedali.

SdS: Quale sensazione ed emozione è una costante quando sali in bici?
Gino Cervi: Di nuovo. Un senso di libertà, di sospensione dal quotidiano, anche se si sta ne quotidiano. E poi la certezza di sentirsi meglio, e migliori, quando si torna a casa.

cervi

Classe 1964, la stessa di Marco Van Basten e di Gianni Bugno (ma solo in senso anagrafico), Gino Cervi, coppiano e milanista. È un filologo prestato all’editoria e mai più restituito. Nato nei boschi del Ticino, vive a Pavia ma si sente milanese adottivo. Collabora con “Il Foglio”, Doppiozero.it, “Alvento -Italian Cycling Magazine”.

Lavora come autore e consulente per diverse case editrici. Abitualmente “il meccanico dei libri” degli altri, ma qualche volta ha corso anche in proprio. Si è occupato di dizionari, di enciclopedie (prima di carta, poi in cd-rom e infine sul web), di manuali scolastici (letteratura, storia e geografia), di guide turistiche. Nel 2019, ha scritto un libro su Coppi (Alfabeto Fausto Coppi, Ediciclo, con Giovanni Battistuzzi) e uno sul Milan (1899. AC Milan. Le storie, Hoepli). La sua passione è infatti raccontare luoghi e storie di sport. Ha pubblicato La fabbrica della nebbia, Piccolo viaggio sentimentale dentro che a quel cancella e svela (Ediciclo Editore, 2021), Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano, 2021), reportage del Giro d’Italia del 2020, quello della pandemia Il Giro dei Giri. Ieri e oggi sulle strade del Giro d’Italia (Touring Club Italiano, 2020), Milano nello sport (Hoepli, 2014, con Sergio Giuntini) Scrive le domande per l’edizione italiana di Trivial Pursuit.

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