Primavera Toscana – Capodanno Toscano 2021 VI^ Edizione

Siena e la scoperta di un mondo antico

In questa sezione del sito proponiamo cinque percorsi di visita e scoperta del territorio che hanno come filo conduttore una serie di luoghi situati al di fuori delle consuete mete turistiche, dedicati al culto Mariano ed alla storia della Toscana rurale.

Ogni 25 Marzo si festeggia il Capodanno Toscano (conosciuto anche come Capodanno dell’Annunciazione) per ricordare che fino al 1749, in Toscana, l’anno civile iniziava lo stesso giorno nel quale la Chiesa cattolica aveva collocato la festa dell’Annunciazione.

Da questo evento prendono spunto cinque suggestioni, che ci guidano, a piedi o in bici, alla scoperta di luoghi, anche reconditi, simbolo di identità e appartenenza alla Toscana, dando risalto al ruolo che la Toscana stessa ha avuto nella storia dell’umanità.

Un’iniziativa che vuole legare la conoscenza inconsueta del terriorio, ai buoni auspici di primavera e rinascita, così sentiti nella fase storica che stiamo attraversando.

Il culto mariano in terra di Siena

Percorrendo le strade di Siena, “Città della Vergine” possiamo trovare tanti tabernacoli dedicati alla Madonna. Ma la stessa cosa può succedere andando nelle nostre campagne, tappezzate di tabernacoli e cappellette viarie, a testimonianza della devozione verso Maria anche in luoghi lontani dalla città.

Il culto mariano si diffonde nelle zone rurali del senese per vari motivi. Prima dell’anno mille non abbiamo santi locali da “venerare” per cui per diffondere il cristianesimo (fenomeno più urbano) e abilitare un culto cristiano e non pagano nelle nostre campagne, viene utilizzata semplicemente la “mamma” di Gesù.

Nei secoli successivi, Siena veicola il culto mariano nelle terre conquistate, quasi in maniera ideologica, per imporsi dal punto di vista militare, politico, economico e quindi anche religioso. E’ proprio per questi motivi storici che possiamo parlare di una terra a vocazione religiosa e mistica dove il culto legato a Maria è ancora oggi molto sentito.

Croci, tabernacoli viari e cappelline stradali

Spesso lungo le strade della campagna toscana possiamo trovare croci, semplici tabernacoli o piccole edicole con immagini sacre, talvolta dimenticate e usurate dal tempo. Tuttavia sono testimonianze di una tradizione antica, di una religiosità popolare, oggi spesso dimenticata, ma un tempo ricca di significato.

Le croci in legno o in pietra venivano poste generalmente all’ingresso dei paesi o agli incroci di strade rurali. Avevano quattro funzioni principali:

  • proteggere i viandanti guidandoli lungo il percorso migliore e difendendoli dagli eventuali pericoli;
  • segnalare i confini tra parrocchie, poderi o villaggi limitrofi;
  • ricordare le persone morte in seguito a disgrazie o delitti,  invitando i passanti a dire una preghiera per la salvezza della loro anima;
  • segnalare i punti di sosta durante le cosiddette “Rogazioni”, ovvero quelle processioni che si facevano in campagna per propiziare la semina e il raccolto.

Queste croci potevano assumere la forma di piccole steli ricavate da blocchi di pietra e lavorati grossolanamente, oppure croci ben rifinite, talvolta decorate coi simboli della Passione, date e preghiere.

I Tabernacoli erano costituiti da semplici nicchie situate nelle facciate degli edifici o da piccoli tempietti isolati. Al loro interno potevano custodire immagini sacre in terracotta o affrescate. Il Tabernacolo viario aveva spesso la stessa funzione delle croci campestri: nel luogo specifico dove la strada si biforca o s’incrocia con altre, il viandante era costretto a fare una scelta per imboccare la direzione giusta: chi meglio della Madonna o di un Santo poteva consigliarlo sulla strada giusta da prendere?

Le cappelline stradali indicavano punti di riferimento legati alla viabilità locale e sono testimonianza di antichi percorsi. Potevano indicare qualche confine sacrale, come il territorio di una parrocchia, oppure potevano servire da ricovero a viandanti sorpresi da improvvise burrasche o a pellegrini bisognosi di riposo.

“Con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana
Testi a cura di Barbara Latini con la gentile collaborazione dell’ Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Siena. Realizzazione tecnica Vernice Progetti Culturali S.r.l.u.. Itinerari tracciati dal Gruppo ciclistico Val di Merse.